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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Lathyrus oleraceus
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Il mwbqpisello (mwbgmwbwLathyrus oleraceus mwcamwcqLam., 1779) è una mwcgpianta mwcwerbacea mwdaannuale appartenente alla mwdqfamiglia mwdgFabaceaecite-ref-powo-1-0[1], originaria dell'area mwewmediterranea e mwfaorientale.

La pianta è coltivata per i suoi mwfgsemi, consumata come alimento o utilizzata come alimento per il mwfwbestiame. Il termine designa anche il seme della pianta, ricco di mwgaamidi e mwgqproteine (dal 16 al 40%)cite-ref-purdue-2-0[2].

Il pisello è coltivato dall'era mwhwneolitica e ha accompagnato i mwiacereali nelle mwiqorigini dell'agricoltura nel mwigVicino Oriente. Nell'antichità e nel Medioevo è stato un mwiwalimento di base in mwjaEuropa e nel mwjqbacino del Mediterraneo. Ai nostri giorni, la sua mwjgcoltura è praticata nei cinque continenti, particolarmente nelle regioni a mwjwclima temperato dell'mwkaEurasia e dell'mwkqAmerica del Nord.

Il pisello secco è un alimento tradizionalmente importante in alcuni paesi, in particolare nel mwkwsubcontinente indiano e in mwlaEtiopia, ma è relativamente in disuso come mwlqfarinaceo e come fonte di proteine nella maggior parte dei paesi occidentali, dove è ormai principalmente coltivato per l'alimentazione animale o per l'esportazione. Dopo il mwlgXVII secolo, il pisello è divenuto un legume fresco popolare, la cui consumazione durante tutto l'anno è favorita dalle tecniche di mwlwconservazione e di mwmasurgelazione.

Contents

Storia
Usi
Pittura
Note

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Storia

Assieme ad alcuni cereali (mwnafarro, mwnqfrumento, mwngorzo) e ad altre leguminose (vecce, mwoalenticchie e mwoqceci), il pisello fu una delle mwogprime specie domesticate dall'mwowuomo quando, circa 8mwpa 000 anni fa, nella regione della mwpqMezzaluna Fertile, nacque l'mwpgagricoltura. Resti sia di piante selvatiche, sia di piante coltivate, sono stati trovati in numerosi siti archeologici del mwpwNeolitico. In seguito, la coltura si è diffusa verso ovest in mwqaEuropa e verso est sino all'mwqqIndia.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]

La coltura del pisello nell'mwtwantichità era praticata dai Greci e dai Romani, come risulta dalle citazioni di mwuaTeofrasto nella sua mwuqHistoria Plantarum (mwuwIII secolo), di mwvaLucio Columella in mwvqDe re rustica e di mwvgPlinio nella sua mwvwmwwaNaturalis historia, scritta intorno all'anno 77 della nostra era.

Sotto mwwgCarlo Magno, i piselli sono citati come mwwwpisos mauriscos tra gli mwxaortaggi raccomandati nel mwxqmwxgCapitulare de villiscite-ref-6[6]. I piselli secchi, facili da conservare, costituivano nel mwywMedioevo una delle principali risorse alimentari delle classi povere, spesso cucinati con il mwzalardo.

Verso la fine del mwzgXIV secolo, alla corte dei mwzwMedici fu selezionata una varietà nana da consumare fresca, i cosiddetti "piselli novelli". Nel 1533, quando mwaaCaterina dei Medici sposò mwaqEnrico II di Francia, i piselli novelli furono introdotti in Francia.cite-ref-galaxy-7-0[7] La novità gastronomica ebbe un notevole successo e fu ribattezzata "petit pois", nome che è arrivato sino ai nostri giorni. La popolarità dei "petits pois" raggiunse l'acme sotto il regno di mwbgLuigi XIV, divenendo oggetto di una vera e propria moda gastronomica.cite-ref-toussaint-samat-8-0[8]

Nel corso del mwdaXX secolo, nei paesi occidentali (mwdqEuropa, mwdgAmerica del Nord), grazie alle tecniche di coltivazione intensiva e di raccolta meccanizzata, si assiste alla industrializzazione della produzione dei piselli, ulteriormente stimolata dallo sviluppo della mwdwindustria conserviera e della mweasurgelazione.cite-ref-galaxy-7-1[7]

Descrizione

Apparato vegetativo

Il pisello è una mwhapianta erbacea mwhqrampicante mwhgannuale. L'mwhwapparato radicale è a mwiafittone, potendo raggiungere una profondità di un metro in condizioni di suolo favorevoli, ma molto ramificato, soprattutto nello strato superficiale del terreno. Le radichette di 2º o 3º ordine presentano delle nodulosità, sedi dell'mwiqazotofissazione. Il mwigbatterio coinvolto è mwiwRhizobium leguminosarum biovar. viciae, ugualmente presente nei generi mwjgmwjwLathyrus e mwkamwkqLenscite-ref-chaux-foury-9-0[9]cite-ref-10[10].

Il mwmwfusto, poco ramificato, di lunghezza variabile da 50mwna cm a 2mwnq m, sino a 3mwng m nelle varietà mwnwforaggerecite-ref-11[11], è a crescita indeterminata. È cavo, a sezione cilindrica, e si arrampica aggrappandosi ai supporti per mezzo dei viticci delle foglie. Si caratterizza per un certo numero di nodi, o maglie, di cui i primi sono puramente vegetativi (cioè emettono solo foglie o ramificazioni) e i successivi riproduttivi (cioè che producono fiori). Tra le mwpqvarietà e mwpgcultivar più precoci, i primi fiori possono apparire dal quarto nodo, mentre nelle più tardive possono non apparire che al 25ºcite-ref-purdue-2-1[2].

Le mwsgfoglie, opposte, sono composte da uno a quattro paia di foglioline sessili, opposte, che terminano in un mwswviticcio semplice o ramificato. Le foglioline sono intere, obovate, da 1,5 a 6mwta cm di lunghezza. In alcune varietà, sono parzialmente trasformate in viticci. Nelle varietà di tipo 'afila', tutte le foglioline sono rimpiazzate da viticci, e le funzioni foliari (mwtqfotosintesi) sono assicurate dalle mwtgstipole. Al contrario nelle varietà di tipo 'acacia', i viticci sono trasformati in foglioline.

Le foglie possiedono alla loro base due grandi stipole avvolgenti, arrotondato e seghettate alla base. Spesso più grandi delle foglioline, possono raggiungere 10mwua cm di lunghezza. Certe varietà hanno delle stipole allungate caratteristiche, dette «a orecchie di coniglio». Le stipole presentano talvolta delle macchie rosse (presenza di mwuqantociani), caratteristiche di certe varietà foraggierecite-ref-12[12].

Le due prime foglie primordiali sono ridotte a delle scaglie.

Apparato riproduttivo

I mwyqfiori, di tipo «mwygpapilionaceo», sono mwywzigomorfi, a mwzaovario supero e mwzqcleistogami. Compaiono all'mwzgascella delle foglie, solitari o raggruppati in mwzwracemi lassi di due o tre fiori. Il mw0acalice, di colore verde, è formato da cinque mw0qsepali fusi e presenta cinque denti diseguali. La mw0gcorolla conta cinque mw0wpetali molto differenziati: un grande petalo situato superiormente e diretto in alto detto mw1avessillo, da due mw1qpetali laterali che somigliano alle due ali di una farfalla e sono detti appunto mw1gali, avvolgenti la mw1wcarena, formata dai due petali inferiori parzialmente fusi. La corolla è generalmente bianca, talora rosa, porpora o violetta. L'mw2aandroceo è detto mw2qdiadelfo e comprende dieci mw2gstami, uno libero e nove saldati fra di loro in una doccia aperta verso l'alto. Il mw2wpistillo è formato da un mw3acarpello unico uniloculare a mw3qplacentazione marginale portante degli ovuli ricurvi (detti ovuli campilotropi). Tale carpello è interpretato come l'evoluzione di una foglia ripiegata lungo la sua nervatura mediana e saldata ai suoi margini, ai quali sono attaccati gli ovuli.

La mw3wformula fiorale è:

mw4gmw4wmw5amw5qmw5gmw5wmw6amw6qmw6gK (5), mw6wC 5, mw7aA(9)+1, mw7qG 1cite-ref-13[13].

La fecondazione è principalmente mw8wautogama con meno dell'1% di mw9aimpollinazione eterogama: l'mw9qimpollinazione avviene prima della apertura del fiore (mw9gcleistogamia), il che facilita la selezione di mw9wlinee genetiche pure e il mantenimento di varietà stabili ma complica l'ottenimento di nuovi mw-aibridi. Tuttavia alcune specie di mw-qimenotteri mw-gapoidei della famiglia dei mw-wMegachilidi sono capaci di penetrare nei fiori e di provocare mw-aimpollinazione incrociatacite-ref-cousin-14-0[14].

Il mwaqifrutto è un mwaqmbaccello deiscente bivalve, di 4–15mwaqq cm di lunghezza, contenente de 2 a 10 semi tondeggianti lisci o rugosi, di 5–8mwaqu mm di diametro. I baccelli presentano differenze morfologiche secondo le varietà; la loro forma generale è dritta o più o meno arcuata, con estremità più o meno affilate o tronche. Presentano generalmente una membrana sclerificata, detta pergamena, che è assente in alcune varietà. Il loro colore è generalmente verde, talora violetto.

Come in tutte le leguminose, i mwaq8semi sono mwaraexalbuminosi e le riserve nutritive a disposizione dell'embrione sono contenute nei due mwarecotiledoni emisferici ipertrofici che rappresentano la quasi-totalità del volume dei semi. A maturità possono essere di colore verde pallido e ricchi di mwariclorofilla, ovvero biancastri, gialli o bruni. Alcuni semi verdi ingialliscono con il tempo. Possono essere lisci o rugosi.

La loro taglia è molto variabile secondo le varietà e cultivar. Il peso di 1mwarq 000 semi secchi può andare da meno di 150mwaru g a 350mwary gcite-ref-15[15].

La mwarwgerminazione del pisello è ipogea. I semi possono conservare la loro facoltà germinativa da tre a cinque anni. Non sottostanno al fenomeno della mwar0dormienza e possono dunque germinare immediatamente dopo aver raggiunto lo stadio di maturazione.

I cotiledoni contengono delle sostanze di riserva, in media 50% di mwar8amido e sino al 25% di proteine. L'amido è costituito da mwasaamilosio e da mwaseamilopectina in proporzioni variabili: più amilopectina nelle varietà a seme liscio e più amilosio in quelle a seme rugoso, che contengono di contro più mwasicarboidrati (vedere il paragrafo mwasmComposizione e valore nutritivo)cite-ref-16[16]. La parte proteica è costituita essenzialmente da tre frazioni proteiche solubili: le mwasgalbumine, le viciline e le legumine. La frazione delle albumine contiene, in modeste quantità, diverse proteine mwassenzimatiche biologicamente attive: mwaswlipossigenasi, mwas0lectine, inibitori delle mwas4proteasicite-ref-17[17].

Il mwatqgenoma del pisello comprende sette paia di mwatucromosomi (mwatynumero cromosomico 2n=14)cite-ref-18[18]. La sua taglia è stimata a 4500 M mwatscoppie di basi, di cui il 90% è costituito da sequenze ripetute di tipo mwatwretrotrasposonecite-ref-gu-guen-19-0[19].

Biologia

mwauc Temperatura: il pisello coltivato è una pianta di mwaugclima temperato fresco e relativamente umido. È meno sensibile al freddo dei fagioli e può germinare a partire da +5mwauk °C. Le giovani piante (prima della fioritura) possono sopportare le gelate, ma i fiori possono essere distrutti dal freddo, a partire da -3.5mwauo °C e i nodi vegetativi a partire da -6mwaus °C. La temperatura media ottimale di crescita si situa tra 15 e 19mwauw °C. Oltre i 27mwau0 °C, lo sviluppo vegetativo e la impollinazione rischiano di essere compromessi.

mwau8 Pluviometria: la mwavapluviometria ideale si colloca tra 800 e 1mwave 000mwavi mm per anno.

mwavq Fotoperiodismo: il pisello è leggermente sensibile al mwavufotoperiodo: la fioritura è stimolata dall'allungamento delle giornate.

mwavc Suolo: il pisello s'adatta a tutti i tipi di mwavgsuolo, a patto che sia ben drenato e che abbia una buona capacità di ritenzione dell'acqua; il mwavkpH ottimale si colloca tra 5,5 e 7,0.

Tassonomia

La specie mwavwPisum sativum presenta una notevole mwav0diversità genetica che si manifesta nelle numerose variazioni dei caratteri morfologici dei fiori, delle foglie, dei fusti, dei baccelli e dei semi, il che ha motivato le diverse classificazioni delle forme intraspecifiche.

Le principali sottospecie e varietà sono le seguenticite-ref-20[20]:

• mwawuPisum sativum subsp. mwawyelatius mwawc(Steven ex M. Bieb.) Asch. & Graebn.: è la forma selvatica dell'attuale pisello coltivato, originaria della parte orientale del mwawgbacino del Mediterraneo, sino al mwawkCaucaso, all'mwawoIran e al mwawsTurkmenistan.

• mwaw4Pisum sativum subsp. mwaw8elatius mwaxa(Steven ex M. Bieb.) Asch. & Graebn. var. mwaxepumilio mwaxiMeikle (mwaxmsin. mwaxqPisum sativum subsp. mwaxusyriacum mwaxyBerger): è la sottospecie più mwaxcxerofita, presente nella vegetazione delle mwaxgpraterie aride e delle foreste di querce del mwaxkVicino Oriente e del mwaxoMedio Oriente, da mwaxsCipro e dalla mwaxwTurchia sino alla mwax0Transcaucasia, l'mwax4Iraq e l'Iran.

• mwayaPisum sativum subsp. mwayetranscaucasicum mwayiGovorov: coltivata nel Nord del Caucaso e nella parte centrale delle montagne transcaucasiche.
• mwayqPisum sativum subsp. mwayuabyssinicum mwayy(A. Braun) Govorov: il pisello d'Abyssinie è una sottospecie coltivata in mwaycEtiopia e in mwaygYemen. Presenta un singolo paio di foglioline, dei fiori rosso-violetti, dei semi brillanti con ilo nerocite-ref-21[21].

• mwazoPisum sativum subsp. mwazsasiaticum mwazwGovorov: sottospecie coltivata dal Vicino e Medio Oriente sino alla mwaz0Mongolia, al Nord-est della mwaz4Cina, al mwaz8Tibet e al Nord dell'mwaaaIndia, oltreché in mwaaeEgitto. Utilizzata nell'alimentazione animale.
• mwaamPisum sativum subsp. mwaaqsativum: è attualmente la sottospecie più diffusa, derivata dalla mwaaudomesticazione di mwaayP.mwaac sativum subsp. mwaagelatius. Comprende tre varietà e innumerevoli mwaaocultivar:

• mwaa0Pisum sativum subsp. mwaa4sativum var. mwaa8arvense - pisello foraggero;
• mwabePisum sativum subsp. mwabisativum var. mwabmsativum - pisello comune;
• mwabuPisum sativum subsp. mwabysativum var. mwabcmacrocarpon - pisello mangiatutto, conosciuto anche come mwabgtaccola, di cui si mangia anche il baccello, in quanto i semi rimangono allo stato embrionale.

Una cultivar diffuso in Italia centrale è la mwaboroveja o il pisello dei campi, che produce un baccello viola-scuro con piselli verdi. Questa stessa caratteristica si trova anche nel kapucijner, una varietà di piselli olandesi. Una volta seccati i piselli diventano di color marrone.

Coltivazione

Il pisello è soggetto a diversi tipi di mwacecoltura, a seconda dei paesi e della destinazione dei prodotti. I piselli secchi sono coltivati tradizionalmente in un certo numero di paesi del mwaciTerzo mondo dove costituiscono una mwacmcoltura di sussistenza, praticata nella stagione fredda o in altitudine, in particolare in Africa orientale (mwacqEtiopia, mwacuUganda, mwacyKenya). Nei paesi industrializzati (Europa, Canada, Stati Uniti) è essenzialmente una coltura meccanizzata rivolta principalmente all'alimentazione animale, all'industria mwaccconserviera e alla mwacgsurgelazione, ma anche in mwackorticoltura professionale per il mercato del fresco. I piselli sono spesso presenti negli mwacoorti familiari.

Il pisello si riproduce unicamente per seme. In terreni poveri la inoculazione delle sementi con ceppi di mwac0mwac4Rhizobium può migliorare la resa della coltura, ma tale pratica non è generalmente necessaria nella maggior parte dei casicite-ref-22[22].

Nei paesi temperati, il pisello si semina sia a fine inverno o all'inizio della primavera, sia in autunno, nelle regioni dove le gelate non sono troppo temibili, o più a nord ricorrendo a delle varietà resistenti al freddo (varietà invernali). Il pisello è in effetti una mwadqpianta annuale senza mwadudormienza, che può essere seminata senza necessità di mwadyvernalizzazione. Le varietà invernali permettono di guadagnare in precocità di raccolta e in rendimento. Per i piselli da conserva, seminati in primavera, le semine sono scaglionate in maniera da distribuire il carico di lavoro delle macchine. Nei paesi tropicali e subtropicali, i piselli si coltivano nella stagione fredda. In mwadcCina e a mwadgTaiwan è praticata la coltura intensiva in mwadkserra di cime di piselli mangiatutto, che vengono raccolti freschi non appena la pianta raggiunge i 10mwado cm di altezzacite-ref-23[23].

Il ciclo vegetativo dei piselli è di circa 140 giorni per le varietà primaverili, potendo scendere a 90 giorni per le varietà ultra-precoci e a 240 giorni per le varietà invernali.

Varietà coltivate

Tutte le mwaeovarietà di pisello sono delle mwaeslinee pure. Nel mondo sono note diverse migliaia di mwaewcultivar differenti. Nel Catalogo europeo delle specie e varietà autorizzate per la coltura (settembre 2008)cite-ref-24[24], figurano 1mwafe 390 varietà, di cui 514 di piselli foraggeri e 776 di piselli orticoli.
La distinzione tra le varietà si basa su numerosi caratteri morfologici; il GEVES (mwafmGroupe d'Etude et de contrôle des Variétés et des Semences) ne ha approvati ben 73 che soddisfano i criteri di distinzione, omogeneità e stabilitàcite-ref-dor-25-0[25]. Questi caratteri riguardano in particolare la forma e il colore dei semi, dei baccelli, delle foglie, dei fusti, l'altezza delle piante, la presenza di mwafgantociani, la forma dei granuli d'amido, la resistenza a diverse malattiecite-ref-26[26].
Diversi organismi nel mondo si fanno carico di mantenere delle collezioni di cultivar al fine di preservare le risorse genetiche, tra cui l'Istituto Vavilov a mwaf4San Pietroburgo, il John Innes Centre di mwaf8Norwich, l'Australian Temperate Field Crops Collection di mwagaHorsham, l'Institut national de la recherche agronomique (INRA) in Franciacite-ref-27[27].
Trentadue varietà di piselli sono state ottenute mwagymutagenesi indotta, tecnica che ha permesso in particolare di creare le cultivar di tipo mwagcafila, con foglioline trasformate in viticci. Quattordici varietà sono state ottenute per irradiazione con mwaggraggi X o mwagkgamma e le altre mediante incrocicite-ref-28[28].

Piselli orticoli

Tra i piselli orticoli, esistono varietà con semi lisci o rugosi (più zuccherini); questo carattere è uno di quelli utilizzati da mwahyGregor Mendel nei suoi studi sulla trasmissione ereditaria dei caratteri (mwahcvedi sotto), così come il colore dei semi (gialli o verdi). La selezione delle varietà si basa anche sulla precocità del ciclo, e sulla presenza o meno nel baccello della «mwahgpergamena». Ci sono poi varietà nane e varietà rampicanti, che necessitano di tutore.

Nell'opera mwahoPlantes potagères di Vilmorin-Andrieux, pubblicata nel 1883, vengono elencate 170 varietà di piselli orticoli, suddivise in base alla loro origine geografica, in varietà francesi, inglesi e tedesche. Le varietà sono classificate come piselli da sgusciare e piselli senza pergamena, con semi tondi o con semi rugosi, rampicanti o nane.cite-ref-29[29]
Tra le denominazioni delle varietà, alcune richiamano una caratteristica del baccello: 'Serpette', 'Corne de bélier'; altre rimandano all'area geografica di produzione dell'epoca: 'Pois de Clamart', 'Pois de Marly', 'Merveille d'Étampes', 'Michaux de Nanterre'.

Molte di queste varietà sono oggigiorno scomparse, ma alcune sono ancora presenti nei cataloghi, come per esempio il mwaispois Téléphone (varietà rampicante con semi rugosi).

| Esempi di varietà di piselli orticoli [ 30 ] [ 31 ] [ 32 ] | Esempi di varietà di piselli orticoli [ 30 ] [ 31 ] [ 32 ] | Esempi di varietà di piselli orticoli [ 30 ] [ 31 ] [ 32 ] |
|---|---|---|
| Varietà da sgusciare | | |
| Varietà da sgusciare | rampicante con semi lisci | 'Blauwschokker' (con baccello viola), 'Express Alaska, 'Caracatus', 'Serpette amélioré' (con semi bianchi), 'Roi des conserves', 'Prince Albert' |
| Varietà da sgusciare | nana con semi lisci | 'Nain très hâtif d'Annonay', 'Petit Provençal', 'Serpette Cent pour Un' |
| Varietà da sgusciare | rampicante con semi rugosi | 'Téléphone rampicante', 'Douce Provence', 'Thomas Laxton' |
| Varietà da sgusciare | nana con semi rugosi | 'Merveille de Kelvedon', 'Merveille d'Amerique' |
| Varietà senza pergamena ("mangiatutto") | | |
| Varietà senza pergamena ("mangiatutto") | baccello tenero | 'Carouby de Maussane', 'Corne de bélier' |
| Varietà senza pergamena ("mangiatutto") | baccello carnoso | 'Sugar Snap', 'Early Snap' |

Piselli da conserva

I piselli da conserva sono delle varietà utilizzate per la coltura in pieno campo, finalizzata all'industria mwaloconserviera o della mwalssurgelazione. I semi di piccolo calibro (extra fine) erano in passato i più ricercati, perché sinonimi di tenerezza, in quanto si trattava di varietà a semi grossi raccolte precocemente; oggigiorno i selezionatori hanno ottenuto delle varietà con semi molto piccoli e la finezza del calibro non è più necessariamente sintomo di tenerezza.cite-ref-33[33]

Piselli da foraggio

I piselli foraggeri sono i piselli destinati all'alimentazione animale, sotto forma di mwamcforaggio o di semi secchi. Si tratta di varietà con fiori purpurei e con semi grigi, lisci o rugosi (mwamgPisum sativum subsp. mwamksativum var. mwamoarvense)cite-ref-34[34].

Esempi di varietà: mwanaAssas (INRA, 1964), mwanePicar (Carneau Frères, 1992).

Piselli proteici

Le varietà di piselli proteici o proteaginosi sono a seme liscio, di colore verde o giallo, di grosso calibro, a fiori bianchi, senza mwanqtannini, aventi un tasso elevato di proteine e una debole attività antimwanutripsinica.

Esempi di varietà: mwancFinale, mwangSolara (varietà di tipo 'afila'), mwankIsard (varietà invernale).

Tecniche colturali

Rotazione delle colture

Nella mwan0rotazione colturale che si effettua nella coltivazione a pieno campo, i piselli sono spesso la prima coltura, a cui si fa seguire quella dei mwan4cereali, che possono giovarsi dell'arricchimento del suolo in mwan8azoto.

Semina

La coltura del pisello necessita di suoli ben aerati. La mwaoqsemina si fa in linee regolarmente spaziate da 20 a 50mwaou cm, a una profondità media di 3mwaoy – 5mwaoc cm. L'utilizzo di mwaogseminatrici di precisione permette di controllare meglio la profondità di interramento dei semi e la densità della seminacite-ref-35[35]. Questa può variare da 80 a 120 piante per metro quadro secondo le varietà.

Controllo delle piante infestanti

È necessario controllare lo sviluppo delle mwao8erbacee mwapainfestanti nelle prime fasi della coltura. In orticoltura può essere sufficiente il diserbaggio manuale, ma nelle colture intensive può essere necessario l'utilizzo di diserbanti chimici.

Per la preparazione del terreno si può utilizzare il metodo della mwapifalsa semina, che consiste in una preparazione superficiale del terreno qualche settimana prima della semina vera e propria, in modo da eradicare le erbacce e rimuoverle prima della semina.

Per i piselli da conserva, una attenzione particolare deve essere prestata all'eliminazione della morella comune mwapq(mwapuSolanum nigrum), una infestante comune e tossica, le cui mwapybacche immature, rotonde e verdi, possono facilmente confondersi con i pisellicite-ref-36[36].

Tutoraggio

Le varietà "mangiatutto" sono generalmente rampicanti e necessitano di tutori, così come le piante di piselli orticoli coltivate negli orti familiari. Possono essere impiegati diversi tipi di tutore: mwap0reti, fili metallici, grigliati, bastoni, canne, ecc. Il tutoraggio è meno necessario per le varietà nane e sarebbe di costo proibitivo nelle colture a pieno campo oltre a risultare di ostacolo alla raccolta meccanica.

Fertilizzazione

L'apporto di mwaqaazoto è inizialmente inutile, il fabbisogno (circa 250mwaqe kg/ha) essendo coperto dal residuo presente nel suolo e soprattutto (circa il 70%) dalla mwaqifissazione simbiotica che si produce nelle nodosità delle radici, la cui attività sarebbe inibita da un apporto massivo di azoto.

Il fabbisogno di mwaqqpotassio e di mwaqufosforo deve essere garantito da una mwaqyfertilizzazione fosfo-potassica che deve apportare al massimo, tenendo conto del tenore iniziale del suolo, 50mwaqc kg di potassio (Kmwaqg2O) e 160mwaqk kg di fosforo (Pmwaqo2Omwaqs5) per ettaro, quest'ultimo di preferenza sotto forma di mwaqwsolfato di potassio, per apportare anche lo mwaq0zolfo necessario.

Irrigazione

Le colture di pisello hanno un rilevante bisogno di mwaraacqua, specialmente nello stadio di «inizio di mwarefioritura - mwariallegagione», nell'ordine di circa 300mwarm mm per ciclo di coltura. L'mwarqirrigazione può essere necessaria in alcune regioni o nei terreni a scarsa ritenzione d'acqua; nei paesi temperati, le riserve del suolo e le mwaruprecipitazioni durante il periodo di vegetazione sono spesso sufficienti a soddisfare il fabbisogno delle colture.

Raccolta

Per i piselli da sgusciare destinati al mercato del fresco e per le varietà "mangiatutto", la raccolta viene effettuata manualmente. Può essere effettuata in più fasi, in funzione del grado di maturità, per ottenere la migliore qualità possibile. Il pisello in baccello non sopporta l'immagazzinamento e deve essere commercializzato rapidamente.
Per i piselli destinati all'alimentazione umana uno dei principali criteri di qualità è la tenerezza del seme, legata alla precocità dell'epoca di raccolta. Essa viene misurata in base all'indice tenderometrico, che corrisponde alla pressione necessaria per schiacciare un certo volume di piselli.

Per i piselli destinati all'industria della conservazione/surgelazione, la raccolta è effettuata con l'aiuto di automotrici raccoglitrici-sgranatrici. Queste macchine raccolgono meccanicamente i baccelli e li riversano in una camera di mwasmbattitura, costituita da tre tamburi rotanti che permettono di sgranare i baccelli per frizione, senza danneggiare i semi relativamente fragili. Questo tipo di raccolta comporta comunque una perdita del prodotto dell'ordine del 5-25%cite-ref-arvy-37-0[37].

Per la raccolta dei piselli secchi si utilizza la mwaskmietitrebbiatricecite-ref-38[38]. La raccolta inizia quando i piselli presentano un tasso di mwas4umidità residua del 14% circa, tasso che deve essere ulteriormente ridotto mediante mwas8essiccazione prima della conservazione.

Rendimento

Per i piselli secchi, il mwatirendimento medio a livello mondiale è di 1,7 tonnellate per ettaro; in mwatmEuropa si raggiungono rese medie di 4mwatq t/ha, mentre in mwatuAfrica la resa è al massimo di 1mwaty t/ha. Per i piselli freschi il rendimento può arrivare da 4 a 7 t/ha.cite-ref-protabase-39-0[39]

Avversità

Disturbi vegetativi

I piselli sono sensibili alle mwat4gelate e al piegamento degli steli (tranne che per le varietà con stelo rigido), alla degradazione del suolo, oltre che a varie mwat8carenze in mwauaminerali dello stesso.

Malattie

I piselli possono essere attaccati da diversi agenti mwaumfungini, mwauqbatterici o mwauuvirali.
Le principali malattie aventi una rilevanza economica sonocite-ref-40[40]:

• il marciume dei semi dovuto a differenti funghi del genere mwau0mwau4Pythium;
• la mwavanecrosi radicale, dovuta fra l'altro a mwaveFusarium solani e a mwavmAphanomyces spp.;
• le malattie crittogamiche dell'apparato vegetativo quali la peronospora del pisello (mwavyPeronospora pisi), la muffa grigia (mwavgmwavkBotrytis cinerea), il mwavomal bianco del pisello (mwavsErysiphe pisi), la sclerotinia della soia (mwav0Sclerotinia sclerotiorum), la ruggine del pisello (mwav8Uromyces pisi) e l'antracnosi (mwaweColletrichum pisi);
• diverse malattie virali, tra cui il giallume apicale del pisello, dovuto al virus PTYV (mwawqPea Top Yellow Virus - mwawuLuteoviridae) e il mosaico comune del pisello, dovuto al virus virus PCMV (mwawyPea Common Mosaic Virus - Potyviridae).

Parassiti

[[File:Ceramica.pisi.caterpillar.jpg|thumb|Bruco di falena del pisello<br /&#x3E;(''[[Ceramica pisi]]'')]]

Numerosi mwax8insetti parassiti attaccano le colture di pisello nei loro differenti stadi:cite-ref-chaux-foury-9-1[9]cite-ref-41[41]cite-ref-42[42]

Coleotteri

La sitona del pisello mway8(mwazaSitona lineatus) è un piccolo mwazecoleottero mwazicurculionide che divora le foglie facendo delle tacche semicircolari sul bordo e le cui larve si nutrono delle radici, indebolendo le piante.
Il tonchio del pisello mwazq(mwazuBruchus pisorum) è un piccolo coleottero che attacca i baccelli in formazione e completa il suo sviluppo all'interno dei semi maturi e secchi, fuoriuscendone attraverso un foro circolare.
Esiste anche un mwazccrisomelide originario del mwazgSud America (mwazkZabrotes subfasciatus), la cui larva è nota come "bruco tropicale del pisello", che si riproduce nei semi secchi di diverse specie di leguminose.

Dans les années 1995&#x2D;2000, l'institut de recherches australien (CSIRO) (''[[:fr:Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation]]'', c'est&#x2D;à&#x2D;dire « Organisation pour la recherche scientifique et industrielle du Commonwealth ») a mis au point une varieta di pisello [[Organismo geneticamente modificato|geneticamente modificata]] pour résister al [[:fr:bruche du pois]] (''Bruchus pisorum''), insecte ravageur spécifique des graines de pois qui a une réelle importance économique en [[Australia]] où il serait responsable de la destruction de 30 % de la récolte de pois secs. Le gène transféré depuis le [[:fr:haricot|haricot commun]] (''Phaseolus vulgaris'') permet la production par la plante d'un inhibiteur d'[[:fr:Amylase|alpha&#x2D;amylase]] αAI&#x2D;1 qui s'oppose à la digestion de l'[[:fr:amidon]] des graines par la [[:fr:larve]] de la bruche. Cet inhibiteur présent dans les cotylédons bloque la croissance des larves à un stade précoce, et s'est montré d'une très grande efficacité<ref&#x3E;{{Cita pubblicazione|lang=en|url=http://www.pubmedcentral.nih.gov/picrender.fcgi?artid=157257&#x26;blobtype=pdf|autore=Hartmut E. Schroeder, Stephanie Gollasch, Andrew Moore, Linda M. Tabe, Stuart Craig, Darryl C. Hardie, Maarten J. Chrispeels, Donald Spencer et Thomas J. V. Higgins|titolo=Bean α&#x2D;Amylase Inhibitor Confers Resistance to the Pea Weevil (Bruchus pisorum) in Transgenic Peas (Pisum sativum)|rivista=Plant Physiology|volume=107|pp=1233&#x2D;1239|anno=1995|formato=pdf}}</ref&#x3E;. Ces recherches ont été abandonnées en 2005 après la découverte de réactions allergiques sur des souris de laboratoire nourries avec ces pois transgéniques<ref&#x3E;{{Cita pubblicazione|lang=en|résumé=http://pubs.acs.org/cgi&#x2D;bin/abstract.cgi/jafcau/2005/53/i23/abs/jf050594v.html|autore=Vanessa E. Prescott, Peter M. Campbell, Andrew Moore, Joerg Mattes, Marc E. Rothenberg, Paul S. Foster, T. J. V. Higgins, et Simon P. Hogan|titolo=Transgenic Expression of Bean α&#x2D;Amylase Inhibitor in Peas Results in Altered Structure and Immunogenicity|rivista=Journal of Agricultural Food and Chemistry|anno=2005|volume=53|numéro=23|pp=9023&#x2D;9030|doi=10.1021/jf050594v}}</ref&#x3E;.

Ditteri

La cecidomia del pisello (mwaz4Contarinia pisi) è un mwa0adittero che provoca la formazione di mwa0egalle sui fiori, provocandone la caduta.

Lepidotteri

Le mwa0ularve della tortrice dei piselli (mwa0ymwa0cCydia nigricana, mwa0gTortricidae) attaccano voracemente i semi. I piselli sono inoltre suscettibili di attacchi da parte dei bruchi di diverse specie di lepidotteri della famiglia mwa0kNoctuidae che si nutrono delle loro foglie tra cui: mwa0oCeramica pisi, mwa0wLacanobia oleracea, mwa04Autographa gamma, mwa1aMythimna unipuncta.

Rincoti

L'afide verde del pisello mwa1u(Acyrthosiphon pisum) danneggia foglie e stipole ed è inoltre il vettore di diverse malattie virali.

Tisanotteri

Il tripide del pisello mwa1o(Frankliniella robusta) e il tripide dei cereali mwa1w(Thrips angusticeps) sono dei minuscoli insetti (taglia di 1mwa14 mm) che attaccano fiori e baccelli e le cui larve si sviluppano all'interno dei baccelli. Provocano essiccazione e arresto della crescita delle piante.

Gli [[insetti]] più importanti che attaccano il pisello sono la mosca minatrice del pisello (''[[Phytomyza atricornis]]''), la mosca grigia dei semi (''[[Delia platura]]'') e la piralide delle leguminose (''[[Etiella zinckenella]]'').

Parassiti vegetali

Nelle regioni mediterranee, le colture dei piselli possono essere parassitate da piante del genere mwa2emwa2iOrobanche, e in particolare da mwa2mmwa2qOrobanche crenata, che si attacca alle radici della pianta ospitecite-ref-protabase-39-1[39].

Aspetti economici

Produzione

Con più di 18 milioni di tonnellate raccolte nel 2007, i piselli (pois sec + piselli freschi) sono la quarta mwa3aleguminosa a livello mondiale per produzione, dopo la mwa3esoja (216 Mt), le mwa3iarachidi (35 Mt) e i mwa3mfagioli (28 Mt).cite-ref-fao-43-0[43]

Secondo le statistiche dell'mwa3kOrganizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO), nel 2007, la produzione mondiale di piselli secchi ha raggiunto mwa3o10 128 486 tonnellate per una superficie di mwa3s6 896 172 ettari di seminato, con un mwa3wrendimento medio di 14,69 quintali per ettaro.

Nello stesso anno, la produzione dei piselli freschi ha raggiunto mwa348 264 769 tonnellate per una superficie di mwa381 087 674 ettari di seminato, con un rendimento medio di 7,6 quintali per ettaro. I due principali produttori di piselli freschi, mwa4aCina e mwa4eIndia, rappresentano circa il 70% del totale mondiale.

Per quanto riguarda i piselli secchi, vi sono nel mondo più di 90 paesi produttori, di cui i primi cinque rappresentano più dei due terzi della produzione totale ei primi quindici più del 90%. Il mwa4mCanada, con 3 milioni di tonnellate, circa il 30% della produzione mondiale, è di gran lunga il principale paese produttore. La sua produzione, concentrata nelle provincie dell'Ovest, è essenzialmente destinata all'esportazione. L'mwa4qUnione europea, che totalizza 1,53 milioni di tonnellate, è di fatto il secondo produttore mondiale. I rendimenti più elevati si registrano in Europa occidentale.

Usi

Usi alimentari

Dalla pianta di pisello si ricavano vari tipi di mwbnqalimento, sia per l'mwbnuuomo sia per il mwbnybestiame:

• i piselli secchi, cioè i semi raccolti a maturità, costituiscono un mwboulegume secco, e sono utilizzati anche per gli animali domestici, sia come grani interi (volatili) sia sotto forma di mwboyfarina (suini e bovini); rappresentano inoltre un'importante materia prima per l'industria di trasformazione (amidi, estratti proteici);
• i piselli freschi, sia sotto forma di semi immaturi sia di baccelli interi ugualmente immaturi, sono un legume fresco;
• i giovani germogli foliari sono anch'essi usati nell'alimentazione umana, particolarmente in Asia, così come i semi germogliati;
• la pianta nel suo insieme, sia fresca sia essiccata, è utilizzata come mwbooforaggio per i mwbosruminanti.

Composizione e valore nutritivo

Tutte le varietà di piselli hanno in comune di essere un alimento ricco energicamente e in proteine, che vengano consumati freschi o secchi.

I piselli secchi (12% di umidità) sono dei mwbo8farinacei, comparabili ad altre leguminose (fagioli secchi, lenticchie, fave secche, ceci) e ai cereali per il loro valore energetico (330 cal/100mwbpa g). La porzione glucidica dei piselli è essenzialmente formata da mwbpeamido (mwbpiamilosio e mwbpmamilopectina in proporzione variabile a seconda della varietà) e rappresenta circa 50% del seme. Gli zuccheri sono invece il 6% dei nutrienti del seme e sono principalmente mwbpqsaccarosio e mwbpuoligosaccaridi, fra cui lo mwbpystachiosio. Come tutti i semi di leguminose, il pisello ha un mwbpcindice glicemico moderato, vicino a 32 (100 è il valore attribuito per convenzione al glucosio).

Sono anche ricchi in mwbpkproteine. Queste, con un valore alto in mwbpolisina, sono deficienti in alcuni mwbpsamminoacidi essenziali come la mwbpwmetionina e il mwbp0triptofano. Sono quindi complementari ad alcuni alimenti a base di cereali, come il pane, che mancano invece di lisina. In alimentazione animale, il pisello fa parte delle mwbp4proteaginose, i cui prodotti sono destinati alla produzione di mangimi ad alto tenore proteico.

La ricchezza in mwbqafibre del pisello è considerata come un aspetto positivo per l'alimentazione umana, ma non per l'alimentazione degli animali poiché le fibre impediscono l'assimilazione delle proteine e dell'amido negli animali con un solo mwbqestomaco.

I piselli sono una buona fonte di mwbqmminerali, in particolare di mwbqqpotassio, mwbqufosforo, mwbqycalcio e mwbqcferro, oltreché di mwbqgvitamine B, in particolare di mwbqkfolati o vitamina B9 (70mwbqo µg/100 g)cite-ref-45[45]. Si caratterizzano inoltre per il bassissimo contenuto in mwbq8lipidi, meno del 2%, prevalentemente rappresentati da mwbraacidi grassi insaturi o polinsaturi, e per l'assenza di mwbreglutine.

La ingestione dei piselli può scatenare in alcuni soggetti delle mwbrmreazioni allergiche. Esse sono provocate da alcune proteine, le viciline, presenti anche in molte altre leguminosecite-ref-46[46].

Alimentazione umana

Nell'alimentazione umana i piselli orticoli si utilizzano sia freschi, sia secchi.
I piselli freschi, noti come «piselli novelli» (o «petit pois» in mwbsqfrancese) possono essere consumati subito dopo la raccolta ovvero essere mwbsuconservati o mwbsysurgelati; alcune varietà, le cosiddette «mangiatutto», si consumano con tutto il baccello.

Secondo il mwbsgmwbskCodex Alimentarius i piselli conservati e surgelati possono essere distinti, in base al mwbsocalibro, in 3-5 classi, da extra-fini a medicite-ref-47[47]. I calibri più piccoli sono molto ricercati per le conserve, mentre la surgelazione privilegia i calibri maggiori.

| Calibro | Dimensioni | |
|---|---|---|
| Extra-fini | sino a 7,5 mm | |
| Finissimi | sino a 8,2 mm | |
| Fini | sino a 8,75 mm | |
| Medio-fini | sino a 10,2 mm | |
| Medi | oltre 10,2 mm | |

Nell'mwbvmUnione europea, sia i piselli da sgusciare sia i "mangiatutto" devono rispettare delle norme di commercializzazione fissate da un mwbvqregolamento comunitario del 1999, che prevede la loro classificazione in due categorie in base ad alcuni standard di qualitàcite-ref-48[48].

Nei piselli secchi il seme, che può essere verde o giallo, viene ripulito dei suoi mwbvotegumenti e i due mwbvscotiledoni sono separati. I piselli secchi vengono spesso preparati in forma di creme o mwbvwpurea.

In mwbv4Asia si utilizzano come risorsa alimentare anche le foglie tenere e i giovani germogli. Dalla mwbv8torrefazione dei semi dei piselli secchi si ricava inoltre un surrogato del mwbwacaffècite-ref-49[49].

Alimentazione animale

In generale, si definiscono «piselli foraggeri» tutti i tipi di piselli destinati all'alimentazione animale. Il termine può riferirsi sia alla pianta intera, sotto forma di mwbwcforaggio o di mwbwginsilato, sia ai piselli secchi noti come «piselli proteici» o «proteaginosi», utilizzati come mwbwkmangimecite-ref-pois-prot-agineux-50-0[50].

Il pisello foraggero viene tradizionalmente coltivato in associazione con un mwbw8cereale (mwbxasegale, mwbxetriticale o mwbxiavena), che funge da tutore. L'associazione cereale/leguminosa risulta abbastanza equilibrata sotto il profilo nutrizionale.cite-ref-51[51]

I piselli secchi, ricchi in mwbxgamminoacidi, sono utilizzati principalmente come mangime per i mwbxksuini e per i mwbxovolatili e hanno un valore nutritivo equivalente a quello del mwbxsfrumentocite-ref-aac-52-0[52]. Per il loro alto contenuto proteico sono una materia prima particolarmente interessante nell'alimentazione degli animali monogastrici, anche se presentano una digeribilità molto variabile, generalmente inferiore a quella di alimenti come la mwbyasojacite-ref-perrot-53-0[53].

Altri usi

Usi agricoli

I piselli, al pari di altre leguminose a crescita rapida come le mwbygvecce o le mwbykcicerchie, possono essere coltivati come mwbyosovescio, per arricchire il mwbyssuolo di mwbywazoto e migliorare la sua strutturacite-ref-54[54].

Uso nella ricerca scientifica

Nel mwbzcXIX secolo, l'abate e botanico austriaco mwbzgGregor Mendel (1822-1884) utilizzò i piselli nei suoi studi sulla trasmissione ereditaria dei caratteri, da cui scaturirono le mwbzkleggi di Mendel, base della moderna mwbzogenetica.

I suoi studi, pubblicati nel 1865 con il titolo mwbzwVersuche über Pflanzen-Hybriden (mwbz0Esperienze sull'ibridazione delle piante), ottennero il riconoscimento che meritavano solo all'inizio del mwbz4XX secolo.

La scelta di questa specie è legata a molteplici ragioni: al suo ciclo breve e alla facilità di coltivazione; alla sua capacità di mwbaaautoimpollinarsi, che facilita la creazione di mwbaelinee genetiche pure e il controllo dell'mwbaiibridazione; all'esistenza di mwbamcultivar con caratteri differenziati, facili da analizzare, come il colore dei fiori, il colore e la forma dei semi e dei baccellicite-ref-55[55].

Usi medici

Studi effettuati in mwba4India hanno mostrato che l'olio estratto dai semi di pisello secchi ha delle proprietà mwba8contraccettive. Il principio attivo è un mwbbaidrochinone (m-xiloidrochinone). Somministrato alle donne per via orale, sotto forma di capsule di gelatina, ha permesso una riduzione del 60% dell'incidenza di mwbbegravidanzacite-ref-56[56].

Uso ornamentale

Pur non potendo competere con il mwbbgpisello odoroso, alcune varietà di mwbbkP.mwbbo sativum hanno un reale interesse mwbbsornamentale per i loro fiori, come per esempio la varietà a fiori bianchi 'Magnum bonum', presentata al mwbbwChelsea Flower Show del 1992cite-ref-57[57], o la varietà 'Blauwschokker', con fiori rosa e viola e baccelli purpurei.

Riferimenti nella cultura

Pittura

I piselli sono rappresentati nel quadro di mwbdaGeorges de La Tour (1593-1652) mwbdeImwbdi mangiatorimwbdm dimwbdq piselli, custodito presso la mwbduGemäldegalerie di mwbdyBerlino.cite-ref-58[58]

Piselli in baccello e già sgusciati figurano tra le merci offerte dalla mwbdwFruttivendola di mwbd0Vincenzo Campi (1536-1591) (mwbd4Pinacoteca di Brera, mwbd8Milano).

Un baccello di pisello socchiuso, del quale si intravedono i semi, rappresenta la bocca de mwbeeL'Estate di mwbeiArcimboldo (mwbemKunsthistorisches Museum, mwbeqVienna).

Nel 1911, mwbeyPablo Picasso dipinge una mwbecnatura morta in stile mwbegcubista intitolata mwbekPiccione con piselli (in francese mwbeoLe Pigeon aux petits pois) (mwbesMusée d'art moderne de la Ville de Paris)cite-ref-59[59].

Letteratura

Nel 1833, mwbfkCharles Nodier pubblica il racconto mwbfoTesor di fave e Fior di pisello (titolo originale in mwbfsfrancese mwbfwTresor des feves et Fleur des pois), nella quale «Fior di pisello» (locuzione utilizzata nel XIX secolo per esprimere distinzione ed eleganza) è una principessa salvata da «Tesor di fave», un giovane ragazzo di umili origini, che riceve in cambio tre piselli che gli permetteranno di realizzare tre desidericite-ref-60[60].

Nel 1835, mwbgiHans Christian Andersen pubblica il racconto mwbgmmwbgqLa principessa sul pisello, nella quale un seme di pisello nascosto sotto il materasso rivela la natura regale della protagonista. mwbguEssere come la principessa sul pisello è divenuto un comune modo di dire per stigmatizzare un atteggiamento altezzoso e mwbgysnob.

Nel 1997, mwbggPhilippe Delerm dedica alla sgusciatura dei piselli un capitolo de mwbgkLa prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita.cite-ref-61[61]

«È facile sgusciare i piselli. Una pressione del pollice sulla costola del baccello e quello si apre, docile, offerto. Alcuni, meno maturi, sono più recalcitranti – un'incisione dell'unghia permette allora di lacerare il verde e di sentire l'umidore e la polpa densa, appena sotto la buccia falsamente scabrosa. Poi si fanno scivolar giù le palline con un solo dito. L'ultima è davvero minuscola. (...) Basterebbero cinque minuti, ma è piacevole prolungare, rallentare il mattino, baccello dopo baccello, con le maniche rimboccate. Passiamo la mano nelle palline sgranate che riempiono la ciotola. Sono morbide; tutte quelle rotondità contigue formano come un'acqua verde chiaro e ci meravigliavamo di non ritrovarci con le mani bagnate.»

Araldica

Per quanto poco rappresentati in mwbhyaraldica, i piselli figurano sugli mwbhcstemmi di alcune città. È il caso, per esempio della città di mwbhgSchefflenz (mwbhkBaden-Württemberg, mwbhoGermania), nel cui blasone campeggia un baccello di piselli, o di mwbhsGorokhovets (mwbhwOblast' di Vladimir, mwbh0Russia), il cui nome deriva dal termine mwbh4russo «горох» mwbh8(gorokh), che significa pisello, e sul cui stemma è raffigurato un campo di piselli.

Note

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• mwcn4Civaie
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Collegamenti esterni

• citerefcatalogue-of-life(EN) Lathyrus oleraceus, su Catalogue of Life.
• citerefgbif(EN) Lathyrus oleraceus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefipni(EN) Lathyrus oleraceus, su International Plant Names Index.